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   NOTIZIE
  SULLA NOTA DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA IN MERITO AL PIGNORAMENTO DEGLI STIPENDI


L’infezione da COVID-19 (Coronavirus), in breve tempo ha avuto degli effetti globali catastrofici, tali che l'Organizzazione Mondiale della Sanità in data 11.03.2020 si é trovata costretta a dichiarare la sua trasformazione in una pandemia, pertanto, tutte le nazioni coinvolte si sono trovate a dover predisporre delle misure eccezionali per regolare gli aspetti economico-sociali e giuridici. Proprio in quest’ultimo ambito, il Presidente della Repubblica di Turchia, in virtú dell'autorità riconosciutagli dall'art. 330 della Legge sulle Esecuzione e sul Fallimento n. 2004, ha disposto la sospensione di tutte le attività e delle transazioni in atto presso le direzioni delle esecuzioni. Tra le misure adottate, peró, non é stato chiarito le sospensioni siano da applicarsi anche ai pignoramenti degli stipendi, la cui disciplina normative é prevista dall’art. 83 del Legge sulle Esecuzioni e sul Fallimento. Pertanto, in data 31.03.2020 la direzione generale dei conti pubblici del Ministero del Tesoro e delle Finanze ha richiesto al Ministero della Giustizia un chiarimento “sulla prosecuzione o meno dei pignoramenti degli stipendi dei dipendenti pubblici; e per coloro i quali siano soggetti ad uno piú azioni esecutive, se al termine di alcuni procedimenti si possa dare corso a nuove attivitá pignoratizie”. Sulla questione si é espressa la Commissione delle Esecuzioni del Ministero delle Giustizia, in data 02.04.2020. ❖ Sulle previsioni dell’art. 330 e sulle misure attuate in conformitá ad esse L’articolo 330 denominato “Sulla sospensione dei procedimenti esecutivi”, dispone che “in caso di epidemia, disastri o guerre, i procedimenti esecutivi possono essere sospesi per un certo periodo di tempo a favore di determinate zone economiche o in alcune parti del paese”. Ed é proprio in virtú di queste previsioni che il Presidente della Repubblica di Turchia, in un momento di estrema difficoltá conseguente all’espandersi dell’epidemia da COVID-19 anche sul territorio turco, con decisione del 21.03.2020, n. 2270, ha dichiarato: “dall’entrata in vigore della presente decisione, ovvero a far data dal 22.03.2020 sino al 30.04.2020, e ad eccezione dei procedimenti esecutivi relativi ai pignoramenti aventi ad oggetto la mancata corresponsione degli alimenti, é stato deciso di ➢ sospendere tutte le procedure fallimentari ed esecutive pendenti; ➢ sospendere tutte le richieste di avvio di nuovi procedimenti; ➢ non svolgere alcuna attività richiesta dalle parti in merito ai procedimenti di esecuzione; ➢ interdire le richieste inerenti l’esecuzione delle misure cautelari. Successivamente all’entrata in vigore delle succitate misure, con l’intento di chiarire l’aspetto relativo al pignoramento degli stipendi, la Commissione delle Esecuzioni del Ministero della Giustizia rispondeva ai quesiti ricevuti, con documento del 02.04.2020. ➢ Con riferimento agli alimenti “previsti tra le eccezioni, i procedimenti esecutivi aventi ad oggetto i crediti relativi alla mancata corresponsione degli alimenti non verranno interrotti e così anche le conseguenti attività di recupero del credito, e allo stesso modo -durante il periodo di sospensione- sarà possibile avviare nuovi procedimenti esecutivi in materia”; ➢ In merito ai pagamenti l’art. 5 del documento prescrive, invece, che “nei casi in cui non sia necessario redigere una lista di creditori, e in cui non vi è lesione dei diritti di soggetti terzi, i versamenti effettuati presso gli uffici delle esecuzioni, verranno corrisposti al creditore, ed ancora, previo versamento dell’intero debito alla direzione delle esecuzioni (chiusura fascicolo) o su richiesta del rappresentante del creditore sarà possibile revocare i pignoramenti ed i vincoli apposti sui beni del debitore”. Una delle ultime disposizioni riguardanti i procedimenti esecutivi e fallimentari, tra quelle emerse nell'ambito delle misure cautelari adottate per contrastare gli effetti dell'epidemia di COVID-19 (Coronavirus) è inclusa nell'articolo temporaneo n. 1 della Legge sulle Modifica di altre Leggi n. 7226, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 26.03.2020, in virtù della quale, nel rispondere sui pignoramenti degli stipendi il Ministero ha enunciato quanto segue: ➢ Let b) del primo paragrafo: “tutti i termini determinati dalla Legge sulle Esecuzioni e sul Fallimento n. 2004, del 9/6/1932 e dalle altre leggi relative alle esecuzioni, insieme ai termini stabiliti dal giudice o dagli uffici delle esecuzione e dei fallimenti; tutti i procedimenti esecutivi e le procedure fallimentari; le attività esecutive di parte; l’avvio di nuove procedure esecutive; le misure cautelari e la chiusura dei procedimenti, eccezion fatta per le procedure aventi ad oggetto la mancata corresponsione gli alimenti, sono sospesi dalla data del 22.03.2020 (compresa) alla data 30.04.2020 (compresa). I termini riprenderanno a scorrere dal giorno successivo al giorno ultimo del periodo di sospensione. I termini giunti agli ultimi 15 gg., verranno prorogati di 15 gg. dal giorno successivo della fine della sospensione. Qualora l'epidemia dovesse continuare, il Presidente avrà la facoltà di prolungare la sospensione per un periodo non superiore a sei mesi, e restringerne il campo di applicazione. Queste decisioni verranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale”. ➢ Let. b) paragrafo 3: “per i pagamenti effettuati volontariamente potranno essere accettati, e conseguentemente, una parte potrà richiedere l’interruzione delle azioni avviate nei confronti dell’altra parte”. ➢ Let. ç del paragrafo 3 : “dovranno essere predisposte tutte le misure necessarie affinché i servizi presso gli uffici delle esecuzioni e dei fallimenti non subiscano rallentamenti”. ❖ IN BREVE In primis, appare abbastanza chiaro che nessuna variazione e/o sospensione è stata prevista per i pignoramenti degli stipendi che hanno ad oggetto il recupero delle somme attinenti gli assegni di mantenimento, i cui procedimenti rimarranno attivi anche durante il succitato periodo di sospensione. Dalla risposta della Commissione delle Esecuzioni, pertanto, si evince che procedere con i pignoramenti degli stipendi per il recupero di crediti aventi un’origine differente, non si possa considerare una violazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 2279, anche in considerazione del fatto che gli avvisi di pignoramento inviati per posta dalle varie direzione delle esecuzioni non riportano l’indicazione dell’origine del credito (se da assegno di mantenimento o meno) o l’indicazione che si tratti di un attività in favore della controparte o meno. Pertanto, non si evidenzia alcun ostacolo al versamento da parte dell’ente o del soggetto che riceve l’avviso di pignoramento dello stipendio, delle somme richieste alle relative direzioni delle esecuzioni. Si sostiene, inoltre, che una volta ricevuto i versamenti sarà la direzione delle esecuzioni ad entrare nel merito e a valutare se sulle somme ricevute in seguito al pignoramento degli stipendi sia in atto una controversia e se queste potranno essere corrisposte alla parte creditrice o meno; e che il debitore (ex art. 16 della Legge sulle Esecuzioni e sui Fallimenti) che lamenti che l’attività svolta sia contraria alla legge o che non sia consona alle circostanze, potrà proporre opposizione al Tribunale delle Esecuzioni. In questo caso, pertanto, sarà il Tribunale interessato dall’opposizione, ad indirizzare la direzione delle esecuzioni con la propria decisione. ❖ IN CONCLUSIONE Alla luce di quanto sopra esposto, la Commissione delle Esecuzioni del Ministero della Giustizia nella sua dichiarazione n.2678 del 02.04.2020, non esclude la possibilità di procedere con le decurtazioni agli stipendi conseguenti agli avvisi di pignoramento degli stipendi, e di proseguire con nuove procedure man mano che si esauriscano quelle in atto. Distinti Saluti, Y G D Consultancy Law and Mediation
   
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