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La Camera di Commercio Italiana di Izmir e’ in possesso della certificazione
ISO 9001: 2008.
 
   NOTIZIE SULLA TURCHIA
 

Le banche turche continuano a registrare profitti
Nonostante i vincoli di riserva obbligatoria siano stati aumentati dalla Banca Centrale turca, le principali banche commerciali del Paese hanno mostrato bilanci in avanzo nel primo semestre 2011. Yapı Kredi, la prima banca privata turca (e come noto frutto della joint venture tra l’italiana Unicredit  e la turca Koç Holding), ha fatto segnare un utile netto di 1,1 miliardi TL nella prima metà del 2011. La banca statale Halkbank ha registrato un utile netto pari a 1,03 miliardi TL nel primo semestre 2011 mentre i prestiti hanno toccato i 67 miliardi TL nello stesso periodo. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia per la Regolamentazione e la Supervisione delle Banche (BRSA), i prestiti sono cresciuti del 18% da inizio anno, attestandosi a 631,9 miliardi TL, mentre l’aumento rispetto al luglio 2010 è pari al 37%.

La società italiana Palladio entra nel mercato portuale turco
Il fondo di private equity VEI Capital spa, di proprietà del gruppo italiano Palladio Finanziaria, ha acquisito il 22,1% dell’operatore portuale turco Global Ports Holding per una somma di 77,3 milioni di dollari. La quota della VEI Capital salirà nei prossimi tre anni fino al 25%. La Global Ports detiene i diritti di gestione del porto di Akdeiz, ad Antalya (uno dei principali porti del Mediterraneo orientale) e di due scali sulla costa egea turca, quelli di Kuşadası e Bodrum.             

• L'Italia illumina la Fontana di Ahmet III a Istanbul
Nel contesto delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l'Ambasciatore d'Italia in Turchia Gianpaolo Scarante ha inaugurato ad Istanbul il nuovo sistema di illuminazione della Fontana di Ahmet III, uno dei monumenti di massimo pregio e splendore della città. Ubicata di fronte all’ingresso del Palazzo del Topkapı, all'interno della splendida zona storica di Sultanahmet, la Fontana di Ahmet III è uno dei monumenti più significativi dell'architettura ottomana del settecento. La realizzazione del sistema d’illuminazione della fontana rappresenta l'ultimo progetto realizzato in Turchia dall'Ufficio ICE di Istanbul prima della sua totale ristrutturazione e si inserisce nel quadro di un più complesso progetto di illuminotecnica che ha interessato in precedenza la Torre dell'Orologio del Palazzo del Dolmabahçe ed il Palazzetto del Gran Visir Sait Pasha, sede dell'Accademia della Moda di Istanbul (IMA).

• Realizzazione di una centrale a gas in Turchia
Ansaldo Energia, società sottoposta al controllo congiunto di Finmeccanica e First Riserve Corporation, comunica che è diventato operativo il contratto del valore di 640 milioni di euro per la realizzazione e manutenzione di una centrale a ciclo combinato da 865 MW a Kocaeli-Gezbe, uno dei distretti industriali di Istanbul. L’impianto, che sarà equipaggiato con turbine AE94.3A prodotte negli stabilimenti di Ansaldo Energia di Genova, è stato progettato per un funzionamento ciclico anche giornaliero secondo i più elevati standard di efficienza termica e il minimo impatto ambientale.
Il progetto rappresenta uno dei maggiori investimenti nel settore energetico turco effettuato da un investitore estero in partnership con un operatore locale, e consente ad Ansaldo Energia l’ingresso in un mercato molto promettente attraverso la partecipazione ad una iniziativa strategica per la Turchia.

L’economia turca ha il vento in poppa
La Turchia corre. Come nessun altro Paese in Europa. Attualmente, con un tasso di crescita pari all’11% messo a segno nel primo trimestre del 2011, l’economia di Ankara è quella che si sta sviluppando di più nel mondo. Ecco perché molti osservatori la chiamano la “Cina d’Europa”. “Si tratta di uno sviluppo decisamente in controtendenza rispetto al quadro internazionale”, commenta Gianpaolo Scarante, Ambasciatore d’Italia in Turchia, ”uno sviluppo che, oltretutto, dura da un decennio. Dal 2002 a oggi la Turchia ha registrato un tasso medio di crescita pari al 4,6% annuo, anche considerando i picchi negativi del 2008 e 2009, nei quali la crisi si è fatta pesantemente sentire”.

L’italiana INSO SpA firma il contratto per la realizzazione del Campus Ospedaliero di Kayseri
Il contratto per la realizzazione del Campus Ospedaliero di Kayseri, città situata nel centro della Turchia, è stato sottoscritto lo scorso 10 agosto tra Ministero della Sanità e la “ATM Sağlik Kayseri Yatırım ve Isletme Anonim Sirketi”, la società di progetto con sede ad Ankara costituita tra la società italiana INSO e il partner turco YDA. Questo investimento di oltre 350 milioni di euro prevede la progettazione e la realizzazione di un ospedale da 1.538 posti letto, oltre alle aree di supporto e a destinazione commerciale, quali hotel, centro congressi, centro sportivo e shopping mall. La società di progetto resterà impegnata per 25 anni nella gestione dei servizi, i cui ricavi ammontano a oltre 1.700 milioni di euro.

La Turkish Airlines inaugura il collegamento diretto Istanbul-Napoli
La Turkish Airlines ha inaugurato di recente un collegamento aereo su Napoli, facendo così salire a sei le destinazione in Italia della compagnia turca. I voli per la città italiana partiranno da Istanbul tre volte alla settimana (il martedì, il venerdì e il sabato) ma dal prossimo 2 agosto il numero per Napoli dei voli salirà a cinque (si aggiungeranno collegamenti anche il mercoledì e la domenica). La Turkish Airlines aveva peraltro inaugurato il mese scorso anche la tratta Istanbul-Genova. La compagnia turca ha inoltre reso nota l’intenzione di avviare al più presto un collegamento diretto con la città di Torino.

La Turchia corre più della Cina
L'economia turca vola nel primo trimestre più della Cina, con il Pil che cresce dell'11% su base annua, dopo il 9,2% degli ultimi tre mesi del 2010, trainato dai consumi interni (12%) e dai prestiti, aumentati del 36 per cento……..

Attivita' della SIMEST a sostegno dell’inserimento delle imprese italiane nei mercati esteri
SIMEST, la Società Italiana per le Imprese all'Estero, fornisce alle imprese, ai sensi della Legge 138/08,  finanziamenti agevolati per l'inserimento nei mercati esteri, finanziando le spese di struttura, per azioni promozionali o per interventi vari (come quelle per l'apertura di uffici, show room, magazzini, punti vendita, o negozi). Un secondo tipo di intervento innovativo di SIMEST per favorire l'internazionalizzazione delle imprese e' costituito dai finanziamenti fino a 500.000 euro per consolidare la struttura finanziaria delle PMI costituite in forma di S.p.A. che nell'ultimo triennio abbiano registrato un fatturato estero pari ad almeno il 20% di quello totale. Un altro strumento SIMEST a disposizione delle imprese italiane per i loro percorsi di internazionalizzazione e' dato infine dai finanziamenti agevolati per studi di pre-fattibilita', fattibilita' e assistenza tecnica in paesi extra Unione Europea. Il finanziamento puo' coprire fino al 100% delle spese totali previste e puo' essere concesso per un importo non superiore a 300.000 Euro.

Unicredit cresce in Turchia. Ghizzoni: via allo shopping
«Siamo pronti a una nuova acquisizione bancaria in Turchia se si dovesse presentare l'occasione di crescere in questo promettente mercato che corre a ritmi cinesi». Lo ha detto l'Amministratore Delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, a margine di una conferenza organizzata dall' ISPI a Milano dal titolo "Turchia, nuovo motore del Mediterraneo?". Ghizzoni è un profondo conoscitore del paese sul Bosforo che l'anno scorso è cresciuto economicamente del 9% e secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale oggi è la sedicesima potenza economica. «YapiKredi è una banca dove il 38% dei dipendenti sono donne con un totale di 18mila dipendenti e una buona diffusione delle filiali sul territorio. La metà dei dipendenti dell'istituto parlano inglese e ci sono delle eccellenze tra cui la gestione delle carte di credito», ha spiegato l'Amministratore Delegato. «Ma soprattutto Yapi Kredi ha sei milioni di clienti e un return on equity del 26 per cento. Se Yapi Kredi fosse in Italia sarebbe la terza banca per capitalizzazione di borsa e sempre la terza banca per utili», ha spiegato Ghizzoni.

Izmir è la città turca candidata ad ospitare l’EXPO 2020
Con una lettera indirizzata di recente al Segretario Generale del Bureaux International des Expositions (BIE) Vicente Gonzales Loscertales, il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdoğan ha ufficialmente presentato la candidatura della città di Izmir ad ospitare la fiera EXPO 2020. Si tratta di un ruolo per cui la città sull’Egeo era in competizione con la capitale Ankara, la cui possibile candidatura esce a questo punto di scena. Il voto che deciderà quale sarà la città che ospiterà l’EXPO 2020 avrà luogo nel 2013 e l’esposizione si terrà tra il 30 aprile e il 31 ottobre del 2020. Non è la prima volta che Izmir è candidata ad ospitare un’esposizione universale: la città turca sull’Egeo era stata battuta per 21 voti proprio da Milano nella corsa per l’EXPO 2015.

 

Indesit vuole allargare la sua quota di mercato in Turchia                                                      Nel corso di una recente conferenza stampa svoltasi a Roma, i dirigenti di Indesit hanno affermato che l’azienda italiana punta ad allargare la sua quota di mercato in Turchia. In particolare, secondo il Presidente Andrea Merloni, obiettivo di Indesit per quest’anno sarebbe quello di raggiungere quota 10% del mercato turco, segnando così una crescita rispetto all’8,5% raggiunto nel 2010. “La Turchia è attualmente il quinto più grande mercato per la Indesit e ci aspettiamo che il Paese diventi uno dei primi tre mercati del Gruppo entro i prossimi dieci anni” ha dichiarato Merloni. Il Direttore Generale di Indesit Marco Milani ha inoltre sottolineato come “la Turchia è uno dei mercati europei che crescono più velocemente ed è tra i sette Paesi prioritari per il gruppo”. Milani ha inoltre ricordato che la più grande fabbrica di frigoriferi della Indesit in Europa è localizzata a Manisa, ed ha affermato che l’azienda mira a produrre 1,3 milioni di unità nel 2011. Indesit Turkey ha più di 1400 dipendenti e esporta l’80% della sua produzione.

Presentazione a Istanbul del progetto per il nuovo Terminal delle Autostrade del Mare del Porto di Venezia                                                                                                  Grande interesse ha suscitato presso le istituzioni turche ed il settore privato la presentazione da parte dell'Autorità Portuale di Venezia del progetto per la creazione di un terminal dedicato alle Autostrade del Mare, ospitato di recente nella sede di Palazzo di Venezia ad Istanbul. L'evento, consistito nel seminario intitolato “Il Gateway di Venezia per le Autostrade del Mediterraneo. Obiettivo del Porto di Venezia è stato quello di proporsi agli operatori turchi quale destinazione di nuove rotte di trasporto per il traffico rotabile, verso la quale attrarre i traghetti che dalla Turchia trasportano camion e rimorchi (ro-ro) o auto e passeggeri (ro-pax). In termini concreti, si tratta della costruzione, da finalizzare entro il 2013, di un nuovo Terminal per le Autostrade del Mare nell'area di Fusina, dotato di 2 darsene con 4 banchine in grado di ospitare contemporaneamente 4 navi; a tale infrastruttura sarà affiancata la realizzazione di una piattaforma logistica dotata di infrastrutture viarie e ferroviarie e di nuovi fabbricati, magazzini, piazzali portuali e parcheggi per un'area complessiva di 36 ettari. Tutto ciò con l'obiettivo di creare un nuovo corridoio marittimo che partendo dal Mediterraneo orientale trovi in Venezia il punto di transito per i flussi commerciali che legano la Turchia ai mercati dell'Europa settentrionale e orientale.

 Una nuova opportunita’ per le aziende italiane: nasce l’Associazione Italia-Turchia

    Il prossimo 24 maggio alle ore 16.30 presso la Sala della Mercede della Camera dei Deputati italiana, in Via della Mercede, 55 a Roma, verrà presentata l’Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia – Turchia, ente creato da Isiamed, l’Istituto Italiano per l'Asia e il Mediterraneo, di cui sarà Presidente Onorario il nuovo Ambasciatore della Turchia in Italia S.E. Hakkı Akıl. L’iniziativa e’ rivolta sia alle imprese italiane già presenti in Turchia sia a quelle, soprattutto appartenenti al mondo delle PMI, che intendono iniziare ad esplorare concrete opportunità nel Paese. L’Associazione si propone di seguire sia casi singoli che reti e filiere di imprese, puntando all’incontro tra sistemi, il cd. cluster to cluster (C2C). Per ulteriori informazioni e dettagli le aziende interessate possono rivolgersi al Segretariato dell’Associazione al seguente indirizzo: Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia – Turchia, Via Lucrezio Caro 50 - 00193 Roma, tel. 06/3230235, 06/32609823, Fax 06/32609428, email:isia@mclink.it, website: www.isiamed.org.

• Indesit punta tutto sulla Turchia
In occasione di una conferenza stampa tenutasi recentemente ad Antalya, la nota casa di elettrodomestici italiana Indesit, che con i propri marchi Ariston e Hotpoint detiene tra il 7 e l’8% del mercato turco degli elettrodomestici, ha annunciato il piano di espansione della propria presenza nel mercato locale. Michele Casamassima, Direttore Commerciale per l’Europa Centrale
ed Orientale di Indesit, ha sottolineato come la decisione di puntare tutto sulla Turchia
sia derivata dalla limitatissima crescita registrata dalle altre economie europee. “La
Turchia è uno dei principali mercati della regione e ad essa Indesit deve almeno un
terzo della crescita del giro d’affari dell’azienda in Europa Orientale” ha dichiarato
Casamassima, “ecco perché abbiamo in programma di raddoppiare il numero dei
rivenditori in questo Paese”. Nell’ambito della strategia nei confronti della Turchia,
Indesit (il cui impianto produttivo di frigoriferi più grande d’Europa si trova a Manisa,
nelle vicinanze di Izmir) prevede di investire 65 milioni di Euro in vista dell’apertura di
mille nuovi punti vendita nei prossimi 5 anni, operazione che dovrebbe generare circa
5000 posti di lavoro e dovrebbe permettere al famoso marchio italiano di passare al
13-14% di quota di mercato nel Paese, in linea con la media europea di Indesit.

La Turchia è il 17° produttore mondiale nel settore automotivo
Secondo quanto riportato dalla stampa turca, la Turchia si sarebbe collocata a fine 2011 al 17° posto nella classifica mondiale dei Paesi produttori di autoveicoli, perdendo quindi una
posizione rispetto all’anno precedente nonostante un aumento della produzione pari
all’8,6% (1,1 milioni di autoveicoli sugli oltre 80 milioni prodotti a livello mondiale). Di
tutta la produzione automotiva del Paese, 639.734 erano automobili, 501.585 veicoli
commerciali leggeri, 37.396 tir e 10.416 autobus e minibus. Per quanto riguarda il
mercato turco, nel primo trimestre del 2011, quello delle automobili e dei veicoli
commerciali leggeri avrebbe subito, secondo l’Associazione dei Distributori Auto turca,
una contrazione del 25,39%, facendo totalizzare la vendita di 135.753 veicoli.

C’è oro in Anatolia centrale
La società canadese Wardell Armstrong International avrebbe scoperto in Turchia due diversi giacimenti di oro per un totale di 31 tonnellate del prezioso metallo, localizzati nelle vicinanze di Kayseri (Anatolia centrale). I giacimenti ufficiali di oro turchi ammonterebbero a 710 tonnellate, secondo l’Associazione delle Imprese Aurifere turche, con una produzione che nel 2010 ha
toccato le 17 tonnellate, di cui 7,8 provenienti dalla sola miniera di Kısladag, nelle
vicinanze della provincia di Usak

• Dal 21 al 24 giugno a Gaziantep la Fiera dei filati e della maglieria
Dal 21 al 24 giugno prossimi si terrà a Gaziantep la seconda edizione di TRIKONFEX, una fiera del
settore dei filati, della maglieria, dell’abbigliamento e delle tecnologie collegate.
L’evento, organizzato dalla Camera dell'Industria di Gaziantep e dalla Akort Fair
Organization mira a far sviluppare appieno il grande potenziale della provincia e
dell’intera regione in questo settore ed a creare sinergie tra le aziende partecipanti
anche al fine di permettere loro, grazie ai vantaggi dati dalla posizione geografica della
città, di raggiungere i mercati del Medio ed Estremo Oriente e gli Stati turcofoni
dell’Asia centrale. Per ulteriori informazioni sulla Fiera ci si potrà rivolgere al Sig.ra G.
Hülya Akkaya della Akort, al numero di telefono +90-342-220 32 12 o all’indirizzo email
akort@akort.com.

Interscambio con l’Italia nel 2010 e nel 2011
Dopo essersi posizionata nel 2010 al
quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner della Turchia con un interscambio pari a
16,7 miliardi di dollari (di cui 10,2 miliardi di esportazioni e 6,5 miliardi di importazioni),
anche nel 2011 l’Italia si è confermata quarto partner commerciale del Paese, dopo
Germania, Federazione Russa, Cina e subito prima degli Stati Uniti, con un interscambio che ha raggiunto la cifra di 21,3 miliardi di dollari (record assoluto nelle
relazioni italo-turche, +28% rispetto all’anno precedente) ed articolato in esportazioni
pari a 13,45 miliardi di dollari (+32,63%, quinto Paese fornitore) ed importazioni pari a
7,85 miliardi di dollari (+20,76%, quarto mercato di sbocco per le merci turche). Il saldo
è ancora una volta attivo per l'Italia e ammonta a 5,6 miliardi dollari.

• Firma di un pacchetto di prestiti accordati dalla Banca Europea per gli Investimenti alla Turchia. Si è svolta recentemente ad Ankara, alla presenza del Sottosegretario turco al Tesoro Ibrahim Canakci e del Vice-Presidente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) Matthias Kollatz-Ahnen, la firma di un pacchetto di prestiti accordati dalla BEI alla Turchia per un totale di 445 milioni di euro destinati principalmente alle PMI ed al settore della salvaguardia dell’ambiente. Un primo contratto da 150 milioni di euro è destinato a finanziare  iniziative di riforestazione e lotta all’erosione del suolo in un’area che nel complesso sara’ di 400.00 ettari. Un secondo finanziamento da 145 milioni di euro verrà utilizzato per la riabilitazione del tratto ferroviario Irmak-Zonguldak, importante corridoio che unisce la regione dell’Anatolia con una serie di porti sul Mar Nero. Infine e’ stato siglato un accordo per l’erogazione della prima tranche da 75 milioni di euro (su un totale approvato di 150 milioni) in favore di due istituti creditizi – Türkiye Kalkinma Bankasi (TKB) e Türkiye Sinai Kalkinma Bankasi (TSKB) – al fine di finanziare le PMI che operano soprattutto nel settore manifatturiero, dei servizi e dell’energia. Nel suo discorso Kollatz-Ahnen ha commentato che, con questi ulteriori prestiti, la missione anticrisi della BEI in Turchia può dirsi compiuta e che da ora in avanti le iniziative della Banca nel Paese saranno volte soprattutto al finanziamento di una crescita sostenibile con un’attenzione particolare al problema del cambiamento climatico. Le PMI rappresentano nel panorama economico turco una realtà particolarmente vivace: si tratta di oltre 3 milioni di imprese che impiegano il 78% della forza lavoro e producono il 55% del PIL. Esse producono inoltre circa il 60% del totale dei beni esportati dalla Turchia. I finanziamenti della BEI sono dunque indirizzati ad una realtà fondamentale dell’economia turca e mirano a contrastare i consueti problemi di accesso al credito (pubblico e privato) di aziende di piccole e piccolissime dimensioni. La BEI è molto attiva in Turchia, il Paese non UE che attira la maggior parte dei prestiti della Banca. Nel 2010 la BEI ha fornito ad Ankara un totale di 1,9 miliardi di euro portando l’ammontare dei prestiti erogati nel periodo 2006-2010 a 9,4 miliardi di euro.

• La Ford produrrà autocarri ad Eskişehir. Ford Otosan, una joint venture tra Ford Motor Company e Koç Holding, ha recentemente annunciato l’intenzione di dare il via ad un importante investimento nello stabilimento İnönü di Eskişehir per la produzione di camion che saranno esportati in 65 Paesi. Tale decisione farà della città del nord-est anatolico uno dei principali siti di produzione della casa automobilistica. La Ford Otosan prevede di esportare 5000 unità dei nuovi camion verso l’Europa Centrale, il Medio Oriente, la Russia, l’Asia ed il Nord Africa, divenendo così un forza globale nel mercato degli autotrasporti pesanti ed incrementando le esportazioni nel settore dagli attuali 60 milioni di euro a 300 milioni nei prossimi cinque anni. La produzione nello stabilimento di İnönü avrà inizialmente un capacità di 10 mila unità per raggiungere 20 mila unità in cinque anni creando progressivamente nuovi posti di lavoro. Ford Otosan ha finora investito 400 milioni di dollari nello stabilimento di Eskişehir e l’investimento per il nuovo progetto sarà di ulteriori 75 milioni di dollari. La casa automobilistica Ford Otosan ha prodotto il suo primo modello di camion, l’F600, nel 1960 principalmente per il mercato interno turco. Oltre che nello stabilimento di Eskişehir i nuovi autocarri saranno prodotti anche negli stabilimenti della Ford in Brasile.
• Innalzamento delle tariffe sulle importazioni di carne bovina. Una recente decisione del Consiglio dei Ministri turco (entrata in vigore il 2 luglio 2011, data della sua pubblicazione) ha innalzato dal 60 al 75% le tariffe sulle importazioni di carcasse o parti di carcasse di bovini. Si tratta di un ulteriore aumento dopo quello dal 45 al 60% del maggio scorso e rappresenta un’inversione di marcia rispetto alle misure adottate dal Governo nell’agosto e nel settembre del 2010 quando, al fine di calmierare il sensibile aumento dei prezzi della carne in Turchia e contrastare possibili speculazioni, l’imposizione fiscale sul bestiame e sulle carcasse era stata notevolmente ridotta ed erano state previste misure di favore per le importazioni di carne dall’Unione Europea.


• Cresce il settore delle rinnovabili in Turchia. Secondo uno studio della Frost&Sullivan, una società globale di consulenza per lo sviluppo economico di impresa, la Turchia è tra i Paesi dove il settore delle energie rinnovabili è maggiormente in crescita. Ankara, fortemente dipendente dall’importazione di gas per la produzione di elettricità, vedrà nei prossimi anni un aumento della domanda di energia del 6-8% ed il governo sta cercando di diversificare il suo mix energetico. In particolare, nell’eolico la Turchia ha una capacità installata di 1.266 MW ed entro il 2023 (anno del centenario della fondazione della Repubblica turca) vorrebbe raggiungere l’ambizioso traguardo di 20.000 MW. Con un potenziale di 600 MW la Turchia e’ inoltre il settimo Paese al mondo per quanto riguarda lo sfruttamento dell’energia geotermica.

• L’economia turca ha il vento in poppa. La Turchia corre. Come nessun altro Paese in Europa. Attualmente, con un tasso di crescita pari all’11% messo a segno nel primo trimestre del 2011, l’economia di Ankara è quella che si sta sviluppando di più nel mondo. Ecco perché molti osservatori la chiamano la “Cina d’Europa”. “Si tratta di uno sviluppo decisamente in controtendenza rispetto al quadro internazionale”, commenta Gianpaolo Scarante, Ambasciatore d’Italia in Turchia, ”uno sviluppo che, oltretutto, dura da un decennio. Dal 2002 a oggi la Turchia ha registrato un tasso medio di crescita pari al 4,6% annuo, anche considerando i picchi negativi del 2008 e 2009, nei quali la crisi si è fatta pesantemente sentire”.


• Ansaldo Energia avvia il contratto del valore di 640 milioni di euro per la realizzazione di una centrale a gas in Turchia. Ansaldo Energia, società sottoposta al controllo congiunto di Finmeccanica e First Riserve Corporation, comunica che è diventato operativo il contratto del valore di 640 milioni di euro per la realizzazione e manutenzione di una centrale a ciclo combinato da 865 MW a Kocaeli-Gezbe, uno dei distretti industriali di Istanbul. L’impianto, che sarà equipaggiato con turbine AE94.3A prodotte negli stabilimenti di Ansaldo Energia di Genova, è stato progettato per un funzionamento ciclico anche giornaliero secondo i più elevati standard di efficienza termica e il minimo impatto ambientale. Nel progetto Ansaldo Energia svolgerà oltre al consueto ruolo di costruttore “chiavi in mano” dell’impianto anche quello di investitore. L’investimento che Ansaldo Energia effettuerà, pari a circa 86 milioni di euro, riguarderà il 40% delle quote della società di scopo Yeni Elektrik Uretim AS e sarà effettuato congiuntamente al socio di maggioranza Unit Investment N.V., un accreditato operatore nel mercato elettrico turco. L’impianto è finanziato da un club di quattro banche turche composto da Garanti Bankası, Türkiye Đs Bankası, Türkiye Vakiflar Bankası e Yapı ve Kredi Bankası, con limited recourse sugli azionisti, nel caso di Ansaldo Energia anche sulla controllante Finmeccanica, per gli abituali rischi del project financing incluse le dinamiche del mercato energetico turco in fase di liberalizzazione. Il progetto, che ha raggiunto oggi il financial close del finanziamento bancario con il conseguente avvio dei lavori, rappresenta uno dei maggiori investimenti nel settore energetico turco effettuato da un investitore estero in partnership con un operatore locale, e consente ad Ansaldo Energia l’ingresso in un mercato molto promettente attraverso la partecipazione ad una iniziativa strategica per la Turchia. Ansaldo Energia è stata assistita dal Gruppo UniCredit, attraverso la Divisione Corporate & Investment Banking (CIB), per l’attività di consulenza finanziaria, da studio legale Chiomenti e Clifford Chance per l’attività di consulenza legale e da Marsh per gli aspetti assicurativi.


• Go East: la Turchia orientale alla riscossa. L’est della Turchia, regione a lungo poco sviluppata, si sta proponendo sempre più come una delle aree più vivaci del “miracolo economico” turco. La stella emergente nella regione è Gaziantep che sta vivendo un periodo particolarmente florido grazie a forti investimenti da parte del Governo e dei privati in un serie di settori (tessile, macchinari e produzione di tappeti) destinati soprattutto all’esportazione. A Kahramanmaraş, alla tradizionale attività di fabbricazione di pentole in rame si affianca quella di produzione di utensili in ferro per la cucina che assorbe il 70% della domanda interna di questi oggetti. Ad Ardahan, al confine con la Georgia e l’Armenia, una serie di imprese gestite da donne, grazie ai corsi di formazione della locale Camera di Commercio, si è specializzata in giocattoli di legno ad impatto ambientale zero. Tunceli, un tempo nota per la difficile situazione della sicurezza, è ormai un centro turistico affermato con nuove strutture alberghiere e impianti sportivi. Anche ad Erzurum, dopo le Universiadi dei giochi invernali di inizio anno (27 gennaio-6 febbraio), il turismo sportivo gioca un ruolo importante nella rinascita della città. La fiorente industria del marmo a Diyarbakır, città curda a lungo afflitta da altissimi tassi di disoccupazione, sta dando la possibilità agli imprenditori locali di esportare in oltre 50 Paesi. Altre storie di successo in quest’angolo un tempo depresso della Turchia sono Siirt (grazie alla coltivazione dei pistacchi), Bingöl (che si sta specializzando nei servizi, soprattutto legati alla telefonia), Batman e Muş (dove il settore tessile ha sostituito la poco redditizia attività agricola).

 Fiera del turismo di Smirne. L’edizione 2011 della Fiera del turismo di Smirne ‘Travel Turkey’, organizzata dall’Associazione delle Agenzie di Viaggio turche (TURSAB), avrà luogo dall’8 all’11 dicembre prossimi sotto il patronato del Ministero turco della Cultura e del Turismo. La Travel Turkey rappresenta uno degli eventi più importanti del settore per la Turchia e quest’anno e’ prevista la partecipazione di oltre 700 aziende provenienti da tutto il mondo, mentre la scorsa edizione della fiera aveva visto la partecipazione di 585 esibitori da 17 Paesi (tra cui l’Italia) ed era stata visitata da quasi 16.000 operatori provenienti da tutto il mondo. Travel Turkey 2011 potrà quindi essere un’occasione interessante per sviluppare le già buone relazioni tra la Turchia e l’Italia nel comparto del turismo – settore che sta conoscendo in Turchia un fortissimo sviluppo - e favorire la creazione di nuovi contatti tra le imprese turche ed italiane attive in questo campo.


 Avanzo di bilancio record nel primo semestre 2011. Nel primo semestre del 2011 la Turchia ha registrato un surplus di bilancio di 2,9 miliardi di lire turche (circa 1,2 miliardi di euro), il dato migliore degli ultimi 41 anni. Le entrate hanno raggiunto  la somma di 146,1 miliardi di lire turche mentre le spese si sono ridotte fino a 143,2 miliardi. Il Ministro turco delle Finanze Mehmet Şimşek ha commentato la notizia dichiarando che si tratta di un “successo storico”. Nello stesso periodo dello scorso anno infatti Ankara aveva un deficit di 18,4 miliardi di lire turche. Questo importante risultato, secondo il Ministro delle Finanze, è stato possibile grazie al piano di ristrutturazione del debito adottato dal Governo che ha permesso anche un aumento del gettito fiscale. “Ci aspettiamo che gli introiti possano aumentare ancora significativamente entro la fine dell’anno”, ha dichiarato Şimşek precisando che quasi 3 milioni di persone hanno chiesto di aderire al condono fiscale approvato all’inizio dell’anno. Grazie a questa misura l’esecutivo ha calcolato di recuperare circa 30 miliardi di lire di tasse non pagate.

• Interscambio con l’Italia nel 2010 e nel 2011: Nel 2010 l'Italia si è confermata al quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner della Turchia con un interscambio pari a 16,7 miliardi di dollari (+23,2 % rispetto al 2009), derivanti da esportazioni per 10,2 miliardi di dollari (+32,96%) ed importazioni per 6,5 miliardi di dollari (+10,5%). L’Italia si conferma quinto Paese fornitore, preceduta da Russia, Germania, Cina e Stati Uniti. Il saldo è stato ancora una volta attivo per l'Italia, anzi in netta crescita, ed è ammontato a 3,7 miliardi dollari (ampliandosi leggermente a favore dell'Italia rispetto ai 3,2 miliardi del mese di novembre). Nei primi cinque mesi del 2011 l’Italia è al quarto posto tra i partner commerciali della Turchia, con oltre 9 miliardi di dollari di interscambio, dopo Germania, Russia e Cina (e subito prima degli Stati Uniti con quasi 8,97 miliardi di dollari di interscambio). Nel periodo in considerazione le esportazioni italiane ammontano a 5,49 miliardi di dollari (+43,14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), mentre le importazioni italiane dalla Turchia sono pari a 3,6 miliardi di dollari e rendono l’Italia il secondo mercato di sbocco per l’export turco. Il saldo è positivo per l’Italia ed è pari a circa 1,89 miliardi di dollari.

  *Fonte: Cronache Economiche redatte dall'Ambasciata d'Italia ad Ankara

        
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