• Firma di un pacchetto di prestiti accordati dalla Banca Europea per gli Investimenti alla Turchia. Si è svolta recentemente ad Ankara, alla presenza del Sottosegretario turco al Tesoro Ibrahim Canakci e del Vice-Presidente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) Matthias Kollatz-Ahnen, la firma di un pacchetto di prestiti accordati dalla BEI alla Turchia per un totale di 445 milioni di euro destinati principalmente alle PMI ed al settore della salvaguardia dell’ambiente. Un primo contratto da 150 milioni di euro è destinato a finanziare iniziative di riforestazione e lotta all’erosione del suolo in un’area che nel complesso sara’ di 400.00 ettari. Un secondo finanziamento da 145 milioni di euro verrà utilizzato per la riabilitazione del tratto ferroviario Irmak-Zonguldak, importante corridoio che unisce la regione dell’Anatolia con una serie di porti sul Mar Nero. Infine e’ stato siglato un accordo per l’erogazione della prima tranche da 75 milioni di euro (su un totale approvato di 150 milioni) in favore di due istituti creditizi – Türkiye Kalkinma Bankasi (TKB) e Türkiye Sinai Kalkinma Bankasi (TSKB) – al fine di finanziare le PMI che operano soprattutto nel settore manifatturiero, dei servizi e dell’energia. Nel suo discorso Kollatz-Ahnen ha commentato che, con questi ulteriori prestiti, la missione anticrisi della BEI in Turchia può dirsi compiuta e che da ora in avanti le iniziative della Banca nel Paese saranno volte soprattutto al finanziamento di una crescita sostenibile con un’attenzione particolare al problema del cambiamento climatico. Le PMI rappresentano nel panorama economico turco una realtà particolarmente vivace: si tratta di oltre 3 milioni di imprese che impiegano il 78% della forza lavoro e producono il 55% del PIL. Esse producono inoltre circa il 60% del totale dei beni esportati dalla Turchia. I finanziamenti della BEI sono dunque indirizzati ad una realtà fondamentale dell’economia turca e mirano a contrastare i consueti problemi di accesso al credito (pubblico e privato) di aziende di piccole e piccolissime dimensioni. La BEI è molto attiva in Turchia, il Paese non UE che attira la maggior parte dei prestiti della Banca. Nel 2010 la BEI ha fornito ad Ankara un totale di 1,9 miliardi di euro portando l’ammontare dei prestiti erogati nel periodo 2006-2010 a 9,4 miliardi di euro.
• La Ford produrrà autocarri ad Eskişehir. Ford Otosan, una joint venture tra Ford Motor Company e Koç Holding, ha recentemente annunciato l’intenzione di dare il via ad un importante investimento nello stabilimento İnönü di Eskişehir per la produzione di camion che saranno esportati in 65 Paesi. Tale decisione farà della città del nord-est anatolico uno dei principali siti di produzione della casa automobilistica. La Ford Otosan prevede di esportare 5000 unità dei nuovi camion verso l’Europa Centrale, il Medio Oriente, la Russia, l’Asia ed il Nord Africa, divenendo così un forza globale nel mercato degli autotrasporti pesanti ed incrementando le esportazioni nel settore dagli attuali 60 milioni di euro a 300 milioni nei prossimi cinque anni. La produzione nello stabilimento di İnönü avrà inizialmente un capacità di 10 mila unità per raggiungere 20 mila unità in cinque anni creando progressivamente nuovi posti di lavoro. Ford Otosan ha finora investito 400 milioni di dollari nello stabilimento di Eskişehir e l’investimento per il nuovo progetto sarà di ulteriori 75 milioni di dollari. La casa automobilistica Ford Otosan ha prodotto il suo primo modello di camion, l’F600, nel 1960 principalmente per il mercato interno turco. Oltre che nello stabilimento di Eskişehir i nuovi autocarri saranno prodotti anche negli stabilimenti della Ford in Brasile.
• Innalzamento delle tariffe sulle importazioni di carne bovina. Una recente decisione del Consiglio dei Ministri turco (entrata in vigore il 2 luglio 2011, data della sua pubblicazione) ha innalzato dal 60 al 75% le tariffe sulle importazioni di carcasse o parti di carcasse di bovini. Si tratta di un ulteriore aumento dopo quello dal 45 al 60% del maggio scorso e rappresenta un’inversione di marcia rispetto alle misure adottate dal Governo nell’agosto e nel settembre del 2010 quando, al fine di calmierare il sensibile aumento dei prezzi della carne in Turchia e contrastare possibili speculazioni, l’imposizione fiscale sul bestiame e sulle carcasse era stata notevolmente ridotta ed erano state previste misure di favore per le importazioni di carne dall’Unione Europea.
• Cresce il settore delle rinnovabili in Turchia. Secondo uno studio della Frost&Sullivan, una società globale di consulenza per lo sviluppo economico di impresa, la Turchia è tra i Paesi dove il settore delle energie rinnovabili è maggiormente in crescita. Ankara, fortemente dipendente dall’importazione di gas per la produzione di elettricità, vedrà nei prossimi anni un aumento della domanda di energia del 6-8% ed il governo sta cercando di diversificare il suo mix energetico. In particolare, nell’eolico la Turchia ha una capacità installata di 1.266 MW ed entro il 2023 (anno del centenario della fondazione della Repubblica turca) vorrebbe raggiungere l’ambizioso traguardo di 20.000 MW. Con un potenziale di 600 MW la Turchia e’ inoltre il settimo Paese al mondo per quanto riguarda lo sfruttamento dell’energia geotermica.
• L’economia turca ha il vento in poppa. La Turchia corre. Come nessun altro Paese in Europa. Attualmente, con un tasso di crescita pari all’11% messo a segno nel primo trimestre del 2011, l’economia di Ankara è quella che si sta sviluppando di più nel mondo. Ecco perché molti osservatori la chiamano la “Cina d’Europa”. “Si tratta di uno sviluppo decisamente in controtendenza rispetto al quadro internazionale”, commenta Gianpaolo Scarante, Ambasciatore d’Italia in Turchia, ”uno sviluppo che, oltretutto, dura da un decennio. Dal 2002 a oggi la Turchia ha registrato un tasso medio di crescita pari al 4,6% annuo, anche considerando i picchi negativi del 2008 e 2009, nei quali la crisi si è fatta pesantemente sentire”.
• Ansaldo Energia avvia il contratto del valore di 640 milioni di euro per la realizzazione di una centrale a gas in Turchia. Ansaldo Energia, società sottoposta al controllo congiunto di Finmeccanica e First Riserve Corporation, comunica che è diventato operativo il contratto del valore di 640 milioni di euro per la realizzazione e manutenzione di una centrale a ciclo combinato da 865 MW a Kocaeli-Gezbe, uno dei distretti industriali di Istanbul. L’impianto, che sarà equipaggiato con turbine AE94.3A prodotte negli stabilimenti di Ansaldo Energia di Genova, è stato progettato per un funzionamento ciclico anche giornaliero secondo i più elevati standard di efficienza termica e il minimo impatto ambientale. Nel progetto Ansaldo Energia svolgerà oltre al consueto ruolo di costruttore “chiavi in mano” dell’impianto anche quello di investitore. L’investimento che Ansaldo Energia effettuerà, pari a circa 86 milioni di euro, riguarderà il 40% delle quote della società di scopo Yeni Elektrik Uretim AS e sarà effettuato congiuntamente al socio di maggioranza Unit Investment N.V., un accreditato operatore nel mercato elettrico turco. L’impianto è finanziato da un club di quattro banche turche composto da Garanti Bankası, Türkiye Đs Bankası, Türkiye Vakiflar Bankası e Yapı ve Kredi Bankası, con limited recourse sugli azionisti, nel caso di Ansaldo Energia anche sulla controllante Finmeccanica, per gli abituali rischi del project financing incluse le dinamiche del mercato energetico turco in fase di liberalizzazione. Il progetto, che ha raggiunto oggi il financial close del finanziamento bancario con il conseguente avvio dei lavori, rappresenta uno dei maggiori investimenti nel settore energetico turco effettuato da un investitore estero in partnership con un operatore locale, e consente ad Ansaldo Energia l’ingresso in un mercato molto promettente attraverso la partecipazione ad una iniziativa strategica per la Turchia. Ansaldo Energia è stata assistita dal Gruppo UniCredit, attraverso la Divisione Corporate & Investment Banking (CIB), per l’attività di consulenza finanziaria, da studio legale Chiomenti e Clifford Chance per l’attività di consulenza legale e da Marsh per gli aspetti assicurativi.
• Go East: la Turchia orientale alla riscossa. L’est della Turchia, regione a lungo poco sviluppata, si sta proponendo sempre più come una delle aree più vivaci del “miracolo economico” turco. La stella emergente nella regione è Gaziantep che sta vivendo un periodo particolarmente florido grazie a forti investimenti da parte del Governo e dei privati in un serie di settori (tessile, macchinari e produzione di tappeti) destinati soprattutto all’esportazione. A Kahramanmaraş, alla tradizionale attività di fabbricazione di pentole in rame si affianca quella di produzione di utensili in ferro per la cucina che assorbe il 70% della domanda interna di questi oggetti. Ad Ardahan, al confine con la Georgia e l’Armenia, una serie di imprese gestite da donne, grazie ai corsi di formazione della locale Camera di Commercio, si è specializzata in giocattoli di legno ad impatto ambientale zero. Tunceli, un tempo nota per la difficile situazione della sicurezza, è ormai un centro turistico affermato con nuove strutture alberghiere e impianti sportivi. Anche ad Erzurum, dopo le Universiadi dei giochi invernali di inizio anno (27 gennaio-6 febbraio), il turismo sportivo gioca un ruolo importante nella rinascita della città. La fiorente industria del marmo a Diyarbakır, città curda a lungo afflitta da altissimi tassi di disoccupazione, sta dando la possibilità agli imprenditori locali di esportare in oltre 50 Paesi. Altre storie di successo in quest’angolo un tempo depresso della Turchia sono Siirt (grazie alla coltivazione dei pistacchi), Bingöl (che si sta specializzando nei servizi, soprattutto legati alla telefonia), Batman e Muş (dove il settore tessile ha sostituito la poco redditizia attività agricola).
• Fiera del turismo di Smirne. L’edizione 2011 della Fiera del turismo di Smirne ‘Travel Turkey’, organizzata dall’Associazione delle Agenzie di Viaggio turche (TURSAB), avrà luogo dall’8 all’11 dicembre prossimi sotto il patronato del Ministero turco della Cultura e del Turismo. La Travel Turkey rappresenta uno degli eventi più importanti del settore per la Turchia e quest’anno e’ prevista la partecipazione di oltre 700 aziende provenienti da tutto il mondo, mentre la scorsa edizione della fiera aveva visto la partecipazione di 585 esibitori da 17 Paesi (tra cui l’Italia) ed era stata visitata da quasi 16.000 operatori provenienti da tutto il mondo. Travel Turkey 2011 potrà quindi essere un’occasione interessante per sviluppare le già buone relazioni tra la Turchia e l’Italia nel comparto del turismo – settore che sta conoscendo in Turchia un fortissimo sviluppo - e favorire la creazione di nuovi contatti tra le imprese turche ed italiane attive in questo campo.
• Avanzo di bilancio record nel primo semestre 2011. Nel primo semestre del 2011 la Turchia ha registrato un surplus di bilancio di 2,9 miliardi di lire turche (circa 1,2 miliardi di euro), il dato migliore degli ultimi 41 anni. Le entrate hanno raggiunto la somma di 146,1 miliardi di lire turche mentre le spese si sono ridotte fino a 143,2 miliardi. Il Ministro turco delle Finanze Mehmet Şimşek ha commentato la notizia dichiarando che si tratta di un “successo storico”. Nello stesso periodo dello scorso anno infatti Ankara aveva un deficit di 18,4 miliardi di lire turche. Questo importante risultato, secondo il Ministro delle Finanze, è stato possibile grazie al piano di ristrutturazione del debito adottato dal Governo che ha permesso anche un aumento del gettito fiscale. “Ci aspettiamo che gli introiti possano aumentare ancora significativamente entro la fine dell’anno”, ha dichiarato Şimşek precisando che quasi 3 milioni di persone hanno chiesto di aderire al condono fiscale approvato all’inizio dell’anno. Grazie a questa misura l’esecutivo ha calcolato di recuperare circa 30 miliardi di lire di tasse non pagate.
• Interscambio con l’Italia nel 2010 e nel 2011: Nel 2010 l'Italia si è confermata al quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner della Turchia con un interscambio pari a 16,7 miliardi di dollari (+23,2 % rispetto al 2009), derivanti da esportazioni per 10,2 miliardi di dollari (+32,96%) ed importazioni per 6,5 miliardi di dollari (+10,5%). L’Italia si conferma quinto Paese fornitore, preceduta da Russia, Germania, Cina e Stati Uniti. Il saldo è stato ancora una volta attivo per l'Italia, anzi in netta crescita, ed è ammontato a 3,7 miliardi dollari (ampliandosi leggermente a favore dell'Italia rispetto ai 3,2 miliardi del mese di novembre). Nei primi cinque mesi del 2011 l’Italia è al quarto posto tra i partner commerciali della Turchia, con oltre 9 miliardi di dollari di interscambio, dopo Germania, Russia e Cina (e subito prima degli Stati Uniti con quasi 8,97 miliardi di dollari di interscambio). Nel periodo in considerazione le esportazioni italiane ammontano a 5,49 miliardi di dollari (+43,14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), mentre le importazioni italiane dalla Turchia sono pari a 3,6 miliardi di dollari e rendono l’Italia il secondo mercato di sbocco per l’export turco. Il saldo è positivo per l’Italia ed è pari a circa 1,89 miliardi di dollari.