Turchia - Dati Statistici Commercio Estero (gennaio-aprile 2010). Vola l'Italia!
Secondo i dati statistici pubblicati il 31 maggio dal TUIK e rielaborati da ICE Istanbul, considerato il primo quadrimestre dell'anno in corso si puó ormai affermare con certezza che sia in corso un sostanziale miglioramento dell'andamento dell'economia turca e conseguentemente della bilancia commerciale. Nel complesso, l'interscambio turco con il mondo è ammontato a 89 miliardi di dollari (+25,4% '10/'09), con importazioni cresciute del 35,6% (53,3 miliardi di dollari) ed esportazioni dell'11,3% (35,7 miliardi di dollari). Il saldo è negativo per 17,6 miliardi di dollari (+151,4% '10/'09). L'Italia si conferma il quarto partner commerciale della Turchia, con un interscambio di 5,3 miliardi di dollari (+40,7% '10/'09). Le esportazioni nazionali sono ammontate a circa 3 miliardi di dollari (+47,1% '10/'09), mentre le importazioni, cresciute del 34,2%, sono ammontate a 2,3 miliardi di dollari. Il saldo è attivo per l'Italia per 681 milioni di dollari. La quota di mercato dell'Italia sul totale importato dalla Turchia dal mondo è pari al 5,5%, in lieve aumento rispetto alla media degli ultimi anni.
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) si dichiara ottimista sulla crescita turca per l’anno in corso
In un rapporto pubblicato recentemente, l’OCSE afferma che l’economia turca crescerá del 6,8% nel 2010 (a novembre scorso l’Organizzazione aveva pronosticato per lo stesso periodo una crescita del 3,7%). Il rafforzamento delle esportazioni e la ripresa dei consumi privati hanno contributo a rivitalizzare l’economia dopo un calo del 4,9% nel 2009. In vista del rilancio del sistema economico, la Turchia aveva operato un insieme di tagli consecutivi al tasso di interesse e lanciato incentivi fiscali per stimolare investimenti e consumi. Gli esportatori hanno cercato, lungo tutto l’arco della crisi, di diversificare i mercati di esportazione, puntando sulla Russia e sui Paesi del Medio Oriente, quando la domanda di beni e servizi dall’Europa risultava debole. Secondo quanto dichiarato dall’Assemblea degli Esportatori turchi, questa strategia è stata una delle ragioni alla base del balzo in avanti delle esportazioni turche nei primi 4 mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009 (+23% per un totale di 35,1 miliardi di dollari).
In Turchia tre nuovi porti container sulle rotte asiatiche. Mersin terminal della ferrovia che collegherà Cina e Mediterraneo.
Entro il 2014 la Turchia costruirá tre nuovi porti, per un investimento previsto di oltre un miliardo di dollari. Saranno tre tasselli importanti del futuro assetto logistico del Paese, ponte tra Europa e Asia. Ma uno di questi sará piú strategico degli altri e avrá puntati addosso gli occhi degli investitori internazionali. E’ il nuovo scalo container di Mersin, nella Turchia meridionale, di fronte a Cipro: perché sará l'ultima tappa della ferrovia che collegherá Cina, India e Pakistan al Mediterraneo, il prossimo grande corridoio per le merci asiatiche. Mersin ospita giá uno dei porti piú importanti della Turchia, che nel 2007 è stato ceduto per 750 milioni di dollari alla Port Authority di Singapore, che lo gestisce in joint venture con la societá locale Akfen. I progetti ferroviari del continente asiatico spingono tuttavia l'Organizzazione per la Pianificazione Statale (Dpt) di Ankara a prevedere la costruzione ex novo di un ulteriore scalo container, dal costo previsto di 370 milioni di dollari. Il secondo progetto giá approvato dalle autoritá turche è la costruzione dello scalo di Candarli, in prossimità di un altro trafficato porto del Paese, Smirne, con un investimento previsto di 185 milioni di dollari. Il terzo dei porti previsti sorgerá a Filyos, sul Mar Nero, e necessiterá di un investimento di 500 milioni di dollari. I primi due a essere avviati saranno Candarli e Mersin, con le prime fasi che dovrebbero terminare entro l'anno 2014, sempre che si riesca a trovare i supporti finanziari, dato che il governo di Ankara garantirá solo una parte dei fondi. Fondamentale sará l'interesse e la partecipazione dei porti esteri, gli stessi che negli ultimi anni si sono fatti avanti per la privatizzazione di 122 dei 174 scali marittimi del Paese. Con lo scalo di Mersin è giá in contatto l'Università di Genova, interessata al tema della logistica, ma il porto italiano piú attivo sul fronte turco è per ora quello di Trieste. La concorrenza peró avanza. Oltre ai grandi operatori portuali, come la Port Authority di Singapore o la Hutchison Port Holdings che gestisce lo scalo di Smirne, stanno manifestando un crescente interesse per la logistica della Turchia i porti francesi come anche quelli della Slovenia. (Micaela Cappellini – Sole 24 Ore – 18.05.2010).
L’Amministrazione delle Privatizzazioni (ÖIB) lancerá a breve un’asta per la gestione del Porto di Iskenderun.
La ÖIB organizzerá un’asta per la concessione dei diritti di gestione per 36 anni del Porto di Iskenderun, nella parte nord-orientale della costa mediterranea. Il porto serve il fianco sud e sud-est della regione anatolica, cosí come il traffico di transito verso i Paesi del Medio Oriente, beneficia di collegamenti con la rete autostradale e ferroviaria e puó servire sia il cargo in generale che il sistema Ro Ro. Le offerte verranno ricevute il 4 agosto e verranno accettate sia quelle provenienti da imprese turche che da imprese internazionali, che potranno accedere sia all’asta che alle trattative.
La cantieristica militare turca cerca spazi
Secondo quanto riportato da un quotidiano locale, è in corso un notevole sforzo da parte dei cantieri privati navali turchi, e nello specifico di quelli localizzati a Tuzla, in prossimitá di Istanbul, per divenire un polo di specializzazione in campo militare. In particolare, è in corso di attuazione, secondo il locale Sottosegretariato all'Industria della Difesa (SSM), un programma denominato Milgem per la costruzione di 8 corvette del valore di oltre 2 miliardi di dollari. Il programma Milgem dovrebbe peró soprattutto fungere da apripista per il lancio del progetto TF-2000, per la costruzione di 6 fregate del valore di 3 miliardi di dollari. I seguenti sette cantieri di Tuzla sono stati giudicati in grado di produrre navi di altura per uso militare: RMK Marine, Dearsan, Istanbul Denizcilik, ADIK, Celik Tekne, Desan e Sedef. I cantieri, secondo il quotidiano, acquisterebbero dall'estero solo i motori, i sistemi d'arma e altre componenti elettroniche non disponibili sul mercato locale, mentre tutto il resto sarebbe prodotto a Tuzla. E' peraltro interessante evidenziare che nel cantiere di Golcuk (sempre nelle vicinanze di Istanbul) la Turchia costruirá, in collaborazione con l'impresa tedesca HDW, 4 sommergibili modello U-219, per un valore del progetto di oltre 2,8 miliardi di dollari.
Nuovi supporti del governo alle PMI
Il 21 maggio scorso, il Ministro dell'Industria Nihat Ergun ha ufficialmente dichiarato che il governo ha pronto un pacchetto di misure a sostegno delle piccole e medie imprese locali che entrerá in vigore a metá giugno. Il governo ha allocato una somma di 7,1 miliardi di Lire Turche (TL), pari a circa 3,5 miliardi di euro, per sei programmi di supporto alle PMI. Questi sei programmi, relativi ai campi di ricerca e sviluppo, promozione sui mercati internazionali, efficienza energetica, protezione dei diritti sulla proprietá industriale e intellettuale, allargamento della base aziendale e sviluppo nell'utilizzo del design, avranno come fulcro operativo il KOSGEB, l'Ente per la promozione e lo sviluppo delle PMI, che opera attualmente ad Ankara, ma aprirá sedi operative in tutte le 81 province turche. Nel corso del periodo 2003-2010 il governo turco ha allocato fondi per sostenere oltre 130.000 imprese piccole e medie.
***Fonte: Cronache Economiche redatte dall'Ambasciata d'Italia ad Ankara